B) IL RAMO SINISTRO
Le più antiche tracce delle mole tiberine si riferiscono al ramo sinistro del fiume, comunque meno sfruttato di quello destro in conseguenza del ridotto deflusso delle acque in quel ramo.fig.B1 - Anonimo Escurialense - tra il 1485 e il 1514
 fig.B2 - H.Cock - incisione del 1530-34Presenti già in citazioni del ‘300, le prime testimonianze grafiche sono un disegno di anonimo Escurialense (tratto da uno di Giuliano da Sangallo), databile fra il 1485 e il 1514 (fig.B1), che rappresenta tre molini sul braccio sinistro del Tevere subito a monte di Ponte Fabricio e un’incisione di Hieronymus Cock del 1530-34 (fig.B2) che rappresenta due mole contrapposte anch’esse subito a monte del Ponte Fabricio, una ancorata alla riva sinistra e l’altra all’isola.
Tutte le raffigurazioni successive rappresentano una sola mola, o due affiancate, ma ancorate più a monte sulla riva della Regola.
fig.B3 - G.Maggi - Pianta del 1625 In particolare due mole sono rappresentate da Silvestro Peruzzi (1564-65) e dal Maggi (1625) (fig.B3); quest’ultimo le raffigura, chiaramente fuori scala, ancorate di fronte a S.Vincenzo e Anastasio alla Regola, più a monte di dove, probabilmente, fossero nella in realtà.fig.B4 - G.B.Falda - Pianta del 1676fig.B5 - G.B.Nolli - Pianta del 1748
 Una sola mola è invece presente nelle piante di Antonio Tempesta (1593), Matteo Greuter (1618), G.B.Falda (1676) (fig.B4) e G.B.Nolli (1748). (fig.B5)
Tale mola è conosciuta (1620) come «mola di S.Andrea al Portone delli Hebrei», in quanto era situata in corrispondenza di una delle 5 porte, ben visibili nelle pianta del Falda e del Nolli, che chiudevano il Ghetto ebraico costituito con Bolla Papale nel 1555. Le porte furono definitivamente scardinate solo nel 1848.
Anche Andrea Chiesa, ingegnere bolognese, incaricato insieme al Gambarini di studiare il fig.B6 - Chiesa e Gambarini - Pianta del 1746 Tevere, riferì nel 1745 che nel ramo sinistro del fiume all’altezza dell’isola v’era un solo molino, detto «Mola di Ghetto», collocato in corrispondenza della punta ovest dell’isola e quindi sotto a Monte Cenci come si vede dalla pianta del 1746. (fig.B6)
L’ultima citazione di questo molino è datata 1810; il molino, dunque, scomparve del tutto all’inizio dell’Ottocento.

fig.B7 - R.Lanciani - Pianta del 1893-1901L'ultimo molino di cui si ha notizia nel ramo sinistro è la cosiddetta "mola terragna" cioè collocata a terra sull'isola (non galleggiante). Essa era censita ai civici 43 e 44 in "via delle mole di S.Bartolomeo". Se ne trova traccia negli "Specchi Dimostrativi" del macinato (v. anche par.D) a partire dal 1826 con il nome di "Giuditta" e la sua posizione è identificabile nella pianta del Lanciani di fine '800 (fig.B7) in cui è visibile anche la lunga passonata per incanalare le acque.