LA PIAZZA

Nel 1639, dopo la costruzione dell'ala sinistra del convento francescano, la piazza si presenta comefig.A1 - La piazza
                    nella pianta del Falda (1676) nell'incisione del Falda (1676) (fig.1). L'ala destra era già stata edificata verso la fine del XVI secolo, come sembra testimoniato dalle incisioni del Tempesta (1593) e del Maggi (1625) (fig.2). Alla fine del XIX secolo l'ala destra, così come gli altri edifici dell'isola verso Trastevere, vengono abbattuti per allargare il ramofig.A2 - La
                    piazza nelle piante del Tempesta (1593) e del Maggi
                    (1625) destro del fiume nell'ambito della costruzione dei muraglioni, e la piazza assume l'aspetto attuale.
Al centro della piazza, dove sorgeva il leggendario obelisco- albero della "nave di pietra", era una colonna su cui venivano affissi ogni anno i nomi di coloro che non si erano comunicati a Pasqua; essa fu sostituita nel 1869 con una guglia (Ignazio Giacometti) come riportato nell'iscrizione: "PIUS IX PONT.MAX IN COLUMNAE LOCUM QUAE PLAUSTRI IMPETU QUASSATA CONCIDERAT PECUNIA SUA FIERI ERIGIQUE IUSSIT - ANNO CHRISTIANO MDCCCLXIX CONCILIO VATICANO INEUNTE [Pio IX Pontefice Massimo, nel luogo della colonna che era caduta a terra rovinata dall'impatto di un carro, comandò che (questa guglia) fosse costruita e innalzata a sue spese. Anno cristiano 1869, inizio del Concilio Vaticano] (v.sezione "Scritte sul marmo").fig.A3 - I quattro
                    lati della guglia
All'interno delle quattro nicchie sono le statue dei santi: S.Bartolomeo verso la chiesa, poi in senso orario S.Francesco, S.Giovanni di Dio e S.Paolino vescovo. I nomi sono riportati sulla sommità delle nicchie: S.BARTHOLOMAEVS AP[OSTOLUS] - S.FRANCISCVS AS[SISI] - S.IOANNES DE DEO - S.PAVLINVS EP[ISCOPUS] (fig.3).

LA FACCIATA
L'edificio originario era probabilmente più piccolo dell'attuale: l'immagine raffigurata nel disco di pietrafig.B1 -
                      Rappresentazione della chiesa nella mano dell'imperatore, in un particolare della vera di pozzo posta ai piedi dell'altare maggiore (fig.4), fa supporre che la chiesa avesse una sola navata.
Nel 1624-25 la facciata viene avanzata incorporando il vecchio portico (visibile nelle incisioni del Tempesta e del Maggi - v. fig.A2) e assumendo l'aspetto attuale, forse su disegni di Martino Longhi, già attivo nella basilica ma deceduto trent'anni prima oppure, secondo altri, per opera dell'architetto Orazio Torriani.fig.B2 - La
                      facciata della Basilica
La facciata è a due ordini: l'inferiore è costituito da tre arcate separate da due nicchioni tra colonne di granito, forse destinati ad accogliere statue. La cornice della trabeazione inferiore porta la scritta: "IN HAC BASILICA REQUIESCIT CORPUS S. BARTHOLOMAEI APOSTOLI" [In questa basilica riposa il corpo dell'apostolo S. Bartolomeo] (fig.5)
L'ordine superiore era limitato in origine allafig.B3 - Il
                      campanile parte corrispondente alle tre finestre centrali e due grandi volute raccordavano il timpano all'ordine inferiore (v. Falda in fig.A1). Nel Settecento furono aggiunte le finestre laterali sormontate dalle piccole volute.
A sinistra della facciata è il campanile romanico (fig.6) a tre ordini di finestre: bifore quelle dell'ordine inferiore e trifore quelle dei due superiori.fig.B4 - Resti
                      dell'antica trabeazione del portico
Nel corso del recente restauro del portico, che ha portato al rifacimento del pavimento, sono stati rinvenuti resti del portico del XII secolo (fig.7), murati nella parete sinistra, e probabili resti delle trabeazioni di precedenti ingressi.
Il portale marmoreo riporta incise due iscrizioni; (fig.8) quella sul margine interno della trabeazione segnala la presenza nella chiesa dei corpi dei santi Paolino e Bartolomeo:
+QV[A]E DOMUS ISTA GERIT SI PIGNERA NOSCERE QU[A]ERIS.CORPORA PAVLINI SINT CREDAS BARTHOLOM[A]EI [Se desideri conoscere le testimonianze che questa casa fig.B5 -
                      Iscrizioni sul portale d'ingresso contiene, sappi che sono i corpi di Paolino e di Bartolomeo].
Quella sul margine superiore riporta la data di costruzione (1113, al tempo di Pasquale II) e ricorda il trasferimento dei corpi dei santi ad opera di Ottone III:
TERTIVS ISTORVM REX TRANSTVLIT OTTO PIORUM CORPORA - QVIS DOMUS HAEC SIC REDIMITA VIGET - ANNO D[OMI]NIC[AE] INC[ARNATIONIS] MILL[ENO] CXIII IND[ICTIONE] VII M[ENSIS] AP[RI]L[IS] D[IES] IIII T[EM]P[O]RE P[A]SC[A]L[IS] II P[A]P[AE] [Il re Ottone III trasferì i corpi di questi santi - per i quali questa casa così coronata fiorisce - nell'anno dell'incarnazione del Signore 1113, VII indizione, il 4 del mese di Aprile al tempo di papa Pasquale II (l'indizione è un periodo di 15 anni)].
A sinistra e a destra del portale sono murate due lapidi che riportano delibere papali per indulgenze religiose. Sotto la lapide di sinistra è la targa marmorea che indica il livello di piena del Tevere nel 1937; un'altra targa, relativa alla grande piena del 1870, è murata sul lato esterno destro dello stesso portico (v. sezione "Scritte sul marmo").