Descrizione, Leggende e curiosità
Lungo 62 m per 5,5 di larghezza, il ponte è a due grandi arcate (di circa 24,5 m) con pilone mediano nel quale si apre un piccolo fornice destinato ad alleggerire la spinta dell'acqua di piena.
Il nucleo interno della costruzione è in tufo e peperino, il paramento esterno in blocchi di travertino, mentre il rivestimento è in mattoni.
Quasi alla testata del ponte, inserite nelle spallette moderne, si trovano due erme marmoree quadrifronti, nelle cui scanalature laterali erano forse inserite le originarie balaustre di bronzo.
Sulle arcate del ponte è riportata, incisa a grandi lettere quattro volte (due nel lato a monte e due in quello a valle), l'iscrizione del 62 a.C. commemorativa della costruzione, mentre nell'arcata più vicina alla riva (così come nella corrispondente a valle) un'iscrizione più piccola del 21 a.C. ricorda gli autori di un restauro conseguente ai danni provocati dalla piena del fiume dell'anno 23 a.C.
Questo è il testo delle due iscrizioni:
L.FABRICIUS C. F. CUR(ATOR) VIAR(UM) FACIUNDUM COERAVIT EIDEMQUE PROBAVEIT
[Lucio Fabrizio, discendente di Caio, Sovrintendente delle Vie, supervisionò l'esecuzione dei lavori (lett. "le cose che si dovevano fare") ed anche (li) approvò]
M. LOLLIUS M. F. Q. LEPIDUS M. F. CO(N)S(ULES) EX S(ENATUS) C(ONSULTO) PROBAVERUN(T)
[I consoli Marco Lollio, discendente di Marco, e Quinto Lepido, discendente di Manlio, approvarono (il ponte) per decreto del Senato]

Leggende e curiosità
Scrive nel 1907 Giggi Zanazzo [3] - pagg.284-285:
Ponte Quattro Capi.
Come saperete tutti, Sisto Quinto, che regnò ccinque anni, fece fa' ccinque strade, cinque funtane, cinque guje, cinque ponti, e llassò ccinque mijoni drento Castello.
Uno de li ponti che ffece arifà fu quello chiamato ponte Quattro capi.
E lo volete sapé' ssì pperché sse chiama accusì?
Perché ddice ch'er papa fece rifà' quer ponte che stava pe' ccascà', da quattro bbravi architetti, che, ttramente lo staveno a llavorà', vìnnero a quistione tra dde loro ar punto tale, che cciamancò un tòmbolo d'un pidocchio che nun ce scappasse l'ammazzato.
Saputa 'sta cosa da Sisto Quinto, che, ccome saperete, ce n'aveva poche spicce, fece agguantà' ttutt' e quattro l'architetti e ddetto un fatto te jè fece tajà' la testa sur medemo ponte, e jè le fece aspone llì.
Poi, sempre per ordine der papa, quele quattro teste furno fatte fa' dde pietra, e ffurno mésse accusì scorpite, da capo ar ponte indove incora ce stanno e cche j'hanno dato er nome