B) L'ASCENSORE
La struttura è stata montata sulla destra dell'innesto di Ponte Cestio a poche decine di metri dalla scaletta di accesso in pietra.
L'ascensore è stato realizzato utilizzando un montacarichi industriale da cantiere Alimak serie C-20, con portata di mille chili. Due rampe inclinate di accesso, una superiore, al livello della piazza, che sfruttando l'altimetria del terreno permette di scavalcare il parapetto e di accedere al montacarichi, ed una inferiore, al livello banchina, completano il sistema.

L'idea semplice, per quanto efficace e determinante, è scaturita dall'architetto Fabrizio Vescovo (direttore del Corso Post Lauream "Progettare per tutti senza barriere" della Facoltà di Architettura "Valle Giulia" - Università di Roma - La Sapienza) che, utilizzando le disposizioni normative nazionali per l'accessibilità ed il superamento delle barriere architettoniche, ha proposto l'installazione e l'utilizzazione di una cosiddetta "opera provvisionale" ad integrazione delle installazioni temporanee previste e necessarie allo svolgimento della manifestazione: un "ascensore da cantiere" a cremagliera, temporaneo, utilizzabile anche da parte di persone anziane o con disabilità col supporto del personale addetto al servizio.

A tale proposito è stata predisposta, di concerto con l'ISPESL, una specifica ed esauriente direttiva della Regione Lazio sulla possibilità di utilizzare "ascensori da cantiere" anche per risolvere e superare barriere architettoniche. Tale direttiva è stata pubblicata sul BUR (Supplemento ordinario n.3 al "Bollettino Ufficiale Regione Lazio" n.7 del 10 marzo 2003 pagg. 58-62 "Manifestazioni temporanee in luoghi aperti. Prescrizioni e orientamenti" e pagg. 63-70 "Accessibilità degli spazi urbani. Apparecchi sollevamento provvisionali".

Per le immagini qui sotto riprodotte, relative all'installazione 2004, si ringrazia l'ing. Maria Agostiniano ©.


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