Giovan Battista Piranesi (Majano di Mestre (VE) 1720 - Venezia 1778) [Altre notizie]
Uomo di grande temperamento, rimarrā per tutta la vita legato alle origini veneziane; riceve un'educazione impostata sulla tradizione dei monumenti romani fortemente influenzata dal Vasi (v.).
Collabora con Carlo Nolli alla pianta del corso del Tevere e alla riduzione della pianta di Roma di G.B. Nolli del 1748. La prima edizione delle carceri si colloca intorno al 1749 ed č pubblicata da Jean Bouchard.
Nel 1756 pubblica i quattro tomi in folio delle Antichitā Romane comprendenti 61 pagine di testo e 216 tavole: un lavoro imponente. Il successo delle "Antichitā" č immediato, per la prima volta le rovine romane sono descritte in piena luce, tornano vive e reali, disegnate insieme a frammenti di scavo come in un lavoro d'archeologia.
Nel 1763 il nipote del Papa, Gran Priore dell'Ordine dei Cavalieri di Malta, gli affida il restauro della chiesa di S. Maria del Priorato, unico lavoro d'architettura che abbia realizzato. Dopo il 1748 appaiono le grandi "Vedute di Roma" opera fondamentale che sarā ripresa continuamente dal Piranesi, aggiungendo tavole nel corso di tutta la sua vita.
Fino alla morte continua a lavorare e malgrado la malattia gli procuri forti dolori rifiuta di curarsi per seguitare le opere non ancora terminate. I Rezzonico lo fanno seppellire nella Chiesa di S. Maria del Priorato.